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Temperature record e blackout elettrico nelle città: il fotovoltaico salva l’estate

Alla crisi energetica si aggiunge l’allerta per le temperature anomale che nelle ultime settimane hanno investito il nostro Paese. L’arrivo anticipato del caldo afoso e l’aumento dei consumi causato da un utilizzo eccessivo dei condizionatori compromette il regolare funzionamento delle reti elettriche delle grandi città. Il risultato? ripetuti blackout energetici.

I meteorologi hanno annunciato che questa potrebbe essere l’estate più calda di sempre e i primi blackout avvenuti nel nord Italia fanno temere il peggio. Nella giornata di venerdì 17 giugno, la città metropolitana di Milano ha registrato un aumento dei consumi pari al 10% in più rispetto alla giornata precedente, il 25% in più rispetto alla settimana precedente e il 35% in più rispetto al mese di maggio. Il sovraccarico elettrico ha causato ripetuti blackout durati diverse ore nel capoluogo lombardo. I primi disagi avvenuti soltanto all’inizio della stagione estiva destano molta preoccupazione infatti, così come avvenuto per l’acqua, secondo gli esperti c’è la possibilità che si possa andare verso razionamenti dell’energia elettrica.

Eurostat ha dimostrato come l’energia utilizzata per riscaldare le case, negli ultimi 40 anni, sia diminuita dell’11%, mentre quella per rinfrescarle è cresciuta nello stesso periodo del 300%. Un dato che conferma per l’ennesima volta gli effetti del cambiamento climatico e del tragico scenario che aspetta. Non a caso il settore dell’energia che sfrutta la combustione fossile è responsabile del 73% delle emissioni di CO2, una percentuale gigantesca che per decenni ha compromesso la salute del nostro pianeta.

Ci sarebbero delle ragioni tecniche alla base dei primi blackout energetici che stanno colpendo le città italiane. Il professore dei sistemi elettrici per l’energia dell’Università di Bologna, Carlo Alberto Nucci, ha spiegato a Repubblica (fonte) che il problema è da imputare anche ai cavi elettrici che percorrono le città italiane. Un consumo così elevato li surriscalda a temperature che non possono sostenere scatenando l’effetto Joule: se la corrente aumenta del 10%, il calore aumenta del 20%. Sulla stessa linea l’analisi di Paolo Tenti, docente di reti elettriche moderne dell’Università di Padova, secondo il quale bisognerebbe rifare completamente le reti cittadine, ma ad oggi è un’operazione impossibile. Il professor Tenti ha inoltre aggiunto che l’unica soluzione sarebbe investire nel fotovoltaico con impianti che prevedono l’utilizzo di sistemi di accumulo per garantire la totale autonomia energetica della propria abitazione o azienda.

L’utilizzo di fonti di energia rinnovabile per la produzione di energia sono esenti da qualsiasi tassa e consentono di risparmiare notevolmente, soprattutto dopo la crisi energetica che ha inevitabilmente aumentato i costi in bolletta. La soluzione migliore resta il fotovoltaico: i pannelli di ultima generazione hanno rendimenti sempre migliori anche grazie alle nuove tecnologie che consentono di accumulare a costi più accessibili l’energia prodotta in eccesso per poi utilizzarla nei momenti di necessità come ad esempio nelle ore serali.